Vai al contenuto principale

«La nonna diceva che le cose più stupide le fanno le persone più intelligenti. Le persone molto intelligenti fanno errori catastrofici non nonostante la loro intelligenza, ma proprio a causa della loro intelligenza.»

Penelope, un tempo pubblico ministero a Milano, vede la sua carriera interrotta da un incidente misterioso. Ritiratasi in una vita più riservata, viene avvicinata da un uomo precedentemente indagato per l’omicidio della moglie. Nonostante il caso sia stato archiviato, i sospetti non sono mai svaniti e l’uomo cerca l’aiuto di Penelope per ripulire il suo nome, soprattutto per poter rispondere un giorno alle domande della sua giovane figlia. Inizialmente riluttante, Penelope viene convinta da un vecchio amico giornalista a riprendere le redini delle indagini. Così, tra le ombre di una Milano autunnale e i frammenti di un passato che non quadra, Penelope si immerge in un’investigazione che la metterà a confronto con la propria fragilità e la sua indomita forza, disegnando il ritratto di una donna dalle molteplici sfumature, combattiva e profondamente umana.

Dopo aver letto un’intervista a Gianrico Carofiglio pubblicata su Sette, in cui l’autore sottolineava come questo romanzo si discostasse significativamente dalle sue precedenti opere per l’uso di un io narrante femminile, è scattata immediatamente la curiosità per la sua nuova creazione: “La disciplina di Penelope“.

Penelope, protagonista e voce narrante, emerge come un personaggio complesso e profondamente umano. È una detective privata il cui carisma e acume non si limitano alla risoluzione dei casi, ma permeano anche le dinamiche umane e sociali.

La storia si snoda attraverso una serie di intricati misteri, dove ogni indagine illumina l’abilità investigativa di Penelope e riflette anche questioni più ampie di giustizia e integrità morale.

Carofiglio, con la sua consueta maestria, intreccia le trame personali e professionali della protagonista, esplorando come questi aspetti si influenzino a vicenda in un continuo dialogo.

Il modo in cui Carofiglio ha descritto Penelope nell’intervista mi ha particolarmente colpito: una donna “dura e determinata, anche se fragile nel profondo”. Questa dualità rende Penelope un personaggio affascinante. Le sue riflessioni e le sue scelte, spesso influenzate da una sensibilità tanto maschile quanto femminile, offrono un punto di vista raro e prezioso.

La narrazione è avvincente e ricca di spunti di riflessione. Uno degli aspetti più interessanti del libro è proprio questa capacità di immergersi nei punti di vista femminili, approccio che arricchisce ogni scena, ogni dialogo, rendendo il racconto un giallo da decifrare e un’esplorazione delle sfide e delle potenzialità delle dinamiche di genere.

La disciplina di Penelope” è più di un giallo; è una riflessione profonda sulla forza e sulla fragilità, sul coraggio e sulle paure che definiscono l’essere umano.

La disciplina di Penelope” conferma Gianrico Carofiglio come uno degli autori più incisivi e sensibili del panorama letterario italiano, capace di innovarsi continuamente pur rimanendo fedele agli elevati standard di narrazione che caratterizzano la sua opera.

Una domanda sorge spontanea: ci sarà un sequel? Io spero proprio di sì.

LA DISCIPLINA DI PENELOPE

  • di Gianrico Carofiglio
  • Editore: Gialli Mondadori
  • Data pubblicazione: 2021
  • Pagine: 192
0
0