

LA TRAMA
Agnès non crede alle sue orecchie quando viene a sapere del decesso della zia. Non è possibile, la zia Colette è morta tre anni prima, riposa al cimitero di Gueugnon, c’è il suo nome sulla lapide… In quanto parente più prossima tocca ad Agnès andare a riconoscere il cadavere, e non c’è dubbio, si tratta proprio della zia Colette. Ma allora chi c’è nella sua tomba? E perché per tre anni Colette ha fatto credere a tutti di essere morta? È l’inizio di un’indagine a ritroso nel tempo. Grazie a vecchi amici, testimonianze inaspettate e una misteriosa valigia piena di audiocassette, Agnès ricostruisce la storia di una famiglia, la sua, in cui il destino dei componenti è legato in maniera indissolubile a un circo degli orrori, all’unica sopravvissuta di una famiglia ebrea deportata e sterminata dai nazisti, alle vicende di un celebre pianista e a quelle di un assassino senza scrupoli, alle subdole manovre di un insospettabile pedofilo e al tifo sfegatato per la locale squadra di calcio, il FC Gueugnon1
- Fonte: https://www.ibs.it/tata-libro-valerie-perrin/e/9788833578217?srsltid=AfmBOoqR-idE32KMxaecQv28i_B3kVmvwt1BRDiSUE-hmiL9_E3pgU2K ↩︎
La recensione
Dopo aver letto i capolavori di Valérie Perrin “Cambiare l’acqua ai fiori“, “Tre” e “Il quaderno dell’amore perduto“, ho accolto con grande entusiasmo l’uscita della sua nuova opera e l’ho acquistata senza esitazione. Nonostante le sue 600 pagine, non mi sono sentita intimidita, anzi, ero piuttosto eccitata all’idea.
Durante la lettura, che purtroppo è stata resa discontinua dai vari impegni lavorativi e personali, ho incontrato qualche difficoltà nel mantenere il filo della narrazione. Più volte, con un certo disappunto, sono stata costretta a tornare alle pagine precedenti, a causa di un intreccio complesso che coinvolgeva personaggi vissuti in epoche diverse, alcuni dei quali condividevano gli stessi nomi o la comparsa di improvvisi colpi di scena che chiarivano situazioni lasciate in sospeso e che chiudevano cerchi che avevo dimenticato essere rimasti aperti o ai quali non avevo dato peso.
Un libro che, ammetto, ho dovuto lasciar sedimentare per poterlo apprezzare. E quindi meno male che ho aspettato a farne la recensione perché con il senno di poi, riconosco che si tratta di un’altra grande opera.
La trama del libro è originale e curiosa: Agnès viene chiamata a riconoscere il corpo dell’anziana zia Colette, morta nel sonno, la stessa zia che per tutti era morta e sepolta tre anni fa. Insomma, Colette sembra sia morta due volte: “Colette è rimorta, parola che non esiste da nessuna parte. Non esiste il termine ‘rimorire’”.
La storia si dipana in un intricato racconto molto personale, che si rivela essere anche un’indagine sulla vita degli altri per comprendere e scoprire la propria. È una sorta di matriosca trattata con grande delicatezza, dove Agnès inizia un viaggio a ritroso che la porta a scoprire, poco alla volta e non senza dolore e stupore, le origini della sua famiglia.
Zia Colette era una donna umile, una calzolaia solitaria e silenziosa, apparentemente senza storia. La sua vita, segnata dalla grande passione per la squadra del paese e da un lavoro tradizionalmente maschile, nascondeva un tesoro inestimabile: un’intera valigia di audiocassette. Su quei nastri, Colette ha registrato ore della sua vita, svelando segreti, amicizie, legami e il grande amore della sua vita, così come la ragione delle sue due morti. Agnès scopre che la voce è uno strumento evocativo potente: attraverso la voce registrata, Agnès riesce finalmente a vedere davvero Colette oltre l’immagine della zia con la quale aveva trascorso le estati della sua infanzia.
“Ho avuto voglia di conservare per sempre le sue risate, avrei voluto metterle da qualche parte, magari in un portagioie. Non le ho mai dimenticate, le sento ancora varie volte al giorno. Mi accompagnano”.
“Tatà” è un’altra opera ricca e impegnativa; il libro è permeato di numerose citazioni e di una cultura profonda, originale nell’idea della trama, profonda nella descrizione dei personaggi, curata e chiara nel narrare le ambientazioni. Valérie Perrin dimostra ancora una volta, con la grazia della sua scrittura e la raffinatezza delle emozioni, tutta la sua capacità di cogliere la profondità delle cose della vita e le infinite battaglie di cui ciascuno è protagonista.
Consigliato a chi ama le storie che intrecciano mistero e introspezione personale, a chi si delizia nel disvelare segreti del passato e a tutti coloro a cui piace la complessità delle dinamiche familiari e la profondità delle emozioni umane. Un libro perfetto per i lettori che apprezzano le trame ricche di colpi di scena e i personaggi capaci di lasciare un segno duraturo. Ideale per chi è disposto a dedicare tempo con calma alla lettura, immergendosi completamente nel tessuto narrativo e nelle sue sfumature.
TATA’
- di Valérie Perrin
- Editore: E/O
- Pubblicazione: novembre 2024
- Pagine: 608
- Traduzione: Alberto Bracci Testasecca